Per l’ennesima volta il Papa, ovvero il vescovo cattolico di Roma, ha esortato le parti in causa ad adoperarsi per la fine delle ostilità in Ucraina. Anche il suo predecessore aveva chiesto più volte di fare il possibile per fermare la guerra e privilegiare la via diplomatica, ma sappiamo tutti come è andata.
Ora, io sono favorevole alla fine della guerra, delle uccisioni e della distruzione, in Ucraina come in Palestina. Detto questo, non capisco proprio perché i ‘potenti della Terra’, i magnaccia maximi, questi papponi che decidono le sorti del mondo, dovrebbero ascoltare le chiacchiere di un pagliaccio vestito di bianco che blatera dalla finestra di casa sua.
Perché, a dispetto di quello che viene pompato dai “media” italiani, nella politica internazionale il Papa non se lo fila nessuno; resta un personaggio pittoresco che di tanto in tanto accoglie o fa visita ad altri capi di Stato, qualche volta riesce a mettere una buona parola per salvare il culo a qualcuno, ma di fatto non conta niente.
L’autorevolezza di questo soggetto è solo apparente ed è tale esclusivamente perché i media italiani gli concedono spazio e visibilità. Non mi risulta che nei TG nazionali di altri Paesi sviluppati ci sia lo spazio fisso dedicato alle dichiarazioni del Papa.
Invito tutti a unirsi nella preghiera per il martoriato popolo ucraino e per tutti coloro che soffrono a causa di questa guerra e di ogni conflitto del mondo.
Gli auspici del pontefice che chiede di pregare (!) per la fine delle guerre a me suonano vacui tanto quanto le dichiarazioni di una modella che chiede la pace nel mondo dopo essere stata eletta Miss Universo: la ascolti, la guardi e pensi “sè, vabbè!”.
Bene, con questo ho esaurito la mia dose di bile quotidiana, ma ne ho un altro secchiello pronto da svuotare alla prossima minchiata che mi capiterà di leggere su questi giornaletti.
(L’immagine di copertina è lo screenshot dell’articolo pubblicato sul sito Adnkronos.com).